Ipnosi e psicologia a Cagliari... e non solo.

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giovedì 1 ottobre 2015

Come scegliere un ipnotista a Cagliari?

Care lettrici e cari lettori,
ultimamente mi sono reso conto che ovunque mi giri trovo sempre qualcuno di nuovo che dice di fare ipnosi. Diciamo decine di persone, per cui mi è venuto il dubbio che non fosse diventata una moda.
Mi son posto allora una domanda: se fossi interessato a provare l'ipnosi, se avessi letto un libro di Brian Weiss e volessi provare l'ipnosi su di me, quale criterio userei per trovare l'ipnotista giusto?
Ecco quindi dalle frequenze di Ipnosi Cagliari le linee guida su come scegliere un buon ipnotista a Cagliari, che vi invito a seguire scrupolosamente. Tenetevi forte, e partiamo.
Quando si parla di ipnosi bisogna fare molta attenzione, perché il termine "ipnosi" non è protetto legalmente, né è riservato a categorie specifiche, a differenza del termine "psicoterapeuta", che può essere usato esclusivamente da psichiatri o da psicologi iscritti alle liste degli psicoterapeuti. Quindi per capirci, chiunque usi il titolo di "psicoterapeuta" senza esserlo pratica un reato perseguibile legalmente. Per l'ipnosi purtroppo così non è, quindi chiunque e sottolineo chiunque, può aprire uno studio e mettere su una targhetta con su scritto "ipnosi ericksoniana". Anche il camionista che ha speso migliaia di euro in corsi di PNL potrà fare il coach e usare l'ipnosi,  e scrivere "Tizio Caio, Life Coach, ipnosi ericksoniana", la legge italiana glielo consente, ahimè (o "poveri voi", se preferite).
Quindi la prima cosa da capire è quale titolo sta dietro il termine "ipnosi".
La cosa in sè è abbastanza complessa, perché non essendo rigidamente riservata a medici e psicologi, chiunque può tirare su un corso di ipnosi senza averne i requisiti, e rilasciare un attestato di partecipazione, o un altisonante "certificato di ipnotista". In nessun caso con un titolo del genere si può fare psicoterapia con l'ipnosi, a meno di non essere già psicoterapeuti.
Ma esistono altre situazioni per le quali qualcuno può scrivere "esperto in ipnosi ericksoniana":
1)  Il Master in Ipnosi: già di qualcosa di più serio, se rilasciato da scuole di specializzazione riconosciute dal MIUR, e riservato solo a psicologi e medici. Perché esistono anche master franchi aperti a tutti, quindi è bene informarsi. La parola "master" come la parola "ipnosi" è sdoganata e di pubblico dominio, ma ha lo stesso valore legale del videocorso in ipnosi istantanea, se rendo l'idea.
Con un semplice master riconosciuto dall'università, uno psicologo può praticare l'ipnosi ma non può fare psicoterapia con l'ipnosi. "E allora che fa?", mi chiederete voi. E qui entra in gioco un cavillo deontologico per aggirare il divieto di fare psicoterapia da parte di chi non ha conseguito il titolo: "Terapia psicologica".  Lo psicologo in questione quindi potrà scrivere "Dott. X, psicologo, ipnosi ericksoniana", e di fatto fare psicoterapia con l'ipnosi senza essere psicoterapeuta. Non il massimo della trasparenza, direi. Ma la legge italiana lo consente, purtroppo.
2) Come ultimo livello, il più alto in grado,  c'è la Specializzazione in Psicoterapia Ipnotica. Un titolo che non solo dà diritto a entrare nelle famose liste degli psicoterapeuti, ma che forma specificatamente nell'uso dell'ipnosi per fare psicoterapia.
Domanda: tutti quelli che escono da queste scuole sono dei geni dell'ipnosi?
Risposta: Naturalmente no, così come solo pochissimi dei chirurghi che escono ogni anno dalle specializzazioni di chirurgia italiane diventeranno dei geni della chirurgia. Gli altri saranno nella media o sotto la media.
Ma per identificare l'ipnotista più gifted, dotato, talentuoso, sappiate che deve avere determinate caratteristiche tecniche e personali:
1) avere effettuato moltissime induzioni ipnotiche
2) conoscere perfettamente tecniche di induzione, approfondimento e saper usare bene i fenomeni ipnotici
3) avere una velocità di pensiero molto elevata per districarsi da situazioni talvolta complesse
4) avere in mente sempre almeno 3 modi diversi per risolvere il problema, e saperli spiegare.
5) conoscere e saper usare molto bene altri orientamenti di ipnosi (non esiste solo l'ipnosi ericksoniana, per esempio).
6) saper entrare in contatto col paziente stabilendo un rapporto di piena fiducia.

Un buon ipnotista deve essere in grado di effettuare una regressione ipnotica senza battere ciglio, anche col cronometro alla mano, se fosse necessario. Credetemi se vi dico che non è affatto una cosa così scontata come sembra.
Mi fermo qui, ma la raccomandazione più grande è: da chiunque andiate, non abbiate paura di chiedere, è un vostro diritto.
E ricordate: con l'ipnosi più ci si allontana dalla scientificità più si pesca nel torbido, correndo il rischio di incappare in ciarlatani.
E il vero ciarlatano non è Giucas Casella, abilissimo ipnotista da palcoscenico (a mio avviso uno dei migliori nello scenario internazionale), ma chi propone di guarire con l'ipnosi (o con qualsiasi altra forma di psicoterapia) mali incurabili come la sclerosi multipla o tumori in stadio avanzato.
Se avete qualsiasi dubbio, in qualunque parte del mondo vi troviate, chiedete a me.

Dott. Delogu, psicoterapeuta specializzato in ipnosi ericksoniana.