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giovedì 17 settembre 2015

psicoterapeuta o neurochirurgo: come scelgo quello giusto.

Care lettrici e lettori,
mi metto nei panni di chi ha bisogno di aiuto per una difficoltà che non riesce a risolvere da sé, o per raggiungere un obiettivo personale qualsiasi, come smettere di fumare o dimagrire. Poniamo che si senta il bisogno di un aiuto professionale, ma che non si abbia un nome sicuro a portata di mano. 
Come orientarsi? 
Chiedere al medico di base, a qualche persona di fiducia, farsi consigliare qualcuno, le prime cose che verrebbero in mente, e fin qui la logica del buonsenso funziona. C'è però un problema di fondo: poniamo che il medico di base conosca dei colleghi medici o psicologi che fanno psicoterapia, come fa a sapere che sono bravi? Perché lo presuppone conoscendoli, o perché ha ricevuto un feedback da un loro paziente? A meno di non chiederlo, non lo sapremo mai, e questo può andare a nostro svantaggio. 
Quindi non sempre avere un nome è garanzia di efficacia, se non ne conosciamo la provenienza. Posso avere come amico un meccanico che mi parlerà delle sue conoscenze approfondite sulla dinamica del motore, ma finché non gli affido la mia auto, o quella di qualcun'altro, non saprò mai se ci sa mettere le mani sul serio o no. 
Questo vale anche per i colleghi che pagano moneta sonante per avere una iper visibilità sui motori di ricerca (io non ho mai speso un euro, solo scritto qui come sto facendo ora). Saranno bravissimi nel marketing, ma questo coincide automaticamente con una reale efficacia e bravura? 
Sareste pronti a scommetterci sopra? 
Purtroppo non è così scontato come sembra, così come non è automatico che un nome altisonante della neurochirurgia faccia gli interessi del paziente e non i propri scegliendo un intervento più complesso del necessario. Ricordate lo scandalo delle protesi, che venivano scelte in cambio di viaggi, telefonini, computer e televisori? Ecco, niente di inventato ahimè, e niente di nuovo sotto il sole. 
Perciò se la situazione è che avete un problema alla schiena che vi complica la vita, e dopo varie visite, qualcuno vi dice che è da operare, che fate? Vi fidate alla cieca, o chiedete altri consulti? 
Ve lo dico io: quando si tratta di mettere le mani col bisturi, meglio sempre fare 3 consulenze con 3 chirurghi diversi, possibilmente i più titolati e almeno uno fuori dalla Sardegna. Avendo l'accortezza di non dire subito quello che hanno detto i colleghi per non influenzare la risposta. E' lungo, è rognoso e costa, lo so, ma meglio spendere 150, 300, fossero anche 1000€ in più e fare la scelta giusta, piuttosto che risparmiare, e fare un intervento che se poi va male ci farà pagare amare conseguenze per il resto della vita. In terapia antalgica ho visto molte persone con un cosiddetto "danno iatrogeno",  cioè il danno causato da un trattamento clinico (diagnostico o terapeutico) a seguito di una complicanza non colpevole oppure di una colpa medica.  
Ho visto diverse persone che dopo un intervento andato male riportavano un dolore identico se non peggiore, identificato in una diagnosi di FBSS, failed back surgery syndrome, in pratica quando l'intervento non risolve il problema, e il paziente riporta lo stesso dolore, se non peggiore, al risveglio dall'anestesia. 
Ricordo "storie dell'orrore", come le chiamo io, di persone che al risveglio urlavano per un dolore nuovo e più forte, e il chirurgo che diceva loro "stia tranquilla, signora, passerà in pochi giorni". Ma il chirurgo si sbagliava, e quel dolore generato in quel caso da un errore umano (che aveva sfilacciato un nervo con una vite), a distanza di anni era sempre presente e poco trattabile perché di origine neuropatica. Ricordo ancora quella lastra con le viti messe di traverso che avevano lesionato i nervi, e un ragazzo ridotto a fare spola tra il letto e la sedia a rotelle, quest'ultima per un tempo limitato per non far esplodere un dolore da togliere il fiato.  Tutto questo per il resto della sua vita, non c'è cura, non c'è soluzione. Storie dell'orrore, appunto. 
Non voglio fare terrorismo psicologico, è vero che non esiste nessun trattamento medico che abbia un'efficacia garantita al 100%, ma la discectomia (intervento per ernia discale) con una ottima preparazione del chirurgo ha un'efficacia del 95%. Se la preparazione non è più che ottima, la percentuale crolla verso il basso. E io non vorrei mai fare da cavia per un chirurgo che opera poco e ha poca dimestichezza, onestamente. 
Il problema sta quindi nell'individuare la tecnica chirurgia obiettivamente migliore (dato che non esiste un solo modo di procedere, e ogni chirurgo potrebbe propendere su quella che sa fare meglio -che è non  detto sia il trattamento gold standard secondo le linee guida dell'OMS), e il chirurgo migliore che sappia applicare quella tecnica.
Ho iniziato a parlare di psicoterapia e sono approdato negli interventi alla colonna, perché mi interessa la chirurgia e perché ci sono dei punti in comune: il neurochirurgo come lo psicoterapeuta capisce alla prima visita a cosa è dovuta la difficoltà, spiega cosa c'è da fare, come si fa, quanto ci vuole e quanto costa.
Dal mio punto di vista avere queste informazioni è essenziale
So che molti colleghi, se porreste loro queste domande "scomode" darebbe qualche fumosa spiegazione sul fatto che la durata della terapia  è da valutare nel corso delle sedute, che la tecnica è propria del terapeuta e  "non è necessario che lei lo sappia", e l'unica cosa chiara è il costo. 
Se devo spedire un pacco importante in America, voglio sapere quanto ci mette e quanto costa, ma soprattutto vorrei un servizio serio che facesse arrivare il mio pacco sano e salvo a destinazione, e non disperso in chissà quale anfratto oltreoceano. 
Dentro il pacco, cari amici, ci siete voi. Perciò affidatevi a un servizio di spedizione serio e pretendete le informazioni che vi trasmettano serietà e professionalità.  

A presto. 

Dott. Delogu