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domenica 25 ottobre 2015

Smettere di fumare: quando la tariffa è un piacevole disincentivo

Care lettrici e lettori,
smettere di fumare con l'ipnosi è realtà, nella mia esperienza con l'80% di successo, senza ricadute. Personalmente utilizzo un protocollo di 5 sedute, nelle quali si applicando delle strategie completamente differenti per i vari momenti della dipendenza, inclusi esercizi a casa di vario genere.
Ma perché 5 sedute e non 3 o 10? Perché ricerche in merito hanno dimostrato che il picco dell'efficacia si raggiunge alla 5° seduta, superata la quale l'efficacia decresce, ugualmente se si sta al di sotto delle 5 sedute. Dal mio punto di vista poiché la dipendenza dal tabacco è un problema multifattoriale che va affrontato da differenti prospettive con differenti metodologie, in meno di 5 sedute semplicemente non si fa in tempo a fare tutto.
La motivazione è fondamentale, e senza di essa smettere di fumare in via definitiva è impossibile, qualunque mezzo si utilizzi.
Immaginiamo però un fumatore che vorrebbe smettere di fumare, immaginiamo che questo telefoni al professionista e la prima cosa che chieda è il prezzo. Per esempio: "Buongiorno, mi hanno detto che lei pratica la terapia per smettere di fumare. Quanto costa?".
Supponiamo che una volta sentita la tariffa, la persona ragioni così: "tot € a quante sigarette equivalgono?" e inizi a farsi i conti a tavolino per capire quanti pacchetti si comprerebbe con quei soldi. Ossia quanti pacchetti sta investendo per smettere.
Ragionamento rischiosissimo, perché se il numero di pacchetti investiti fosse troppo basso (mettiamo 10 pacchetti), l'investimento per smettere di fumare sarebbe risibile, e una persona dopo aver smesso penserebbe "se ho smesso una volta con così poco, posso fumare e rismettere quando voglio". Se invece il numero di pacchetti fosse troppo alto (supponiamo 1000 pacchetti), il fumatore penserebbe che non ne vale la pena spendere quei soldi per smettere. Pesare il valore di qualcosa in pacchetti di sigarette indica che quel fumatore non è pronto per smettere di fumare.
Ora, riflettiamo: secondo voi una persona del genere è realmente motivata a smettere?
Per rispondere e capire il perché di questa domanda, partiamo dalla mia esperienza di fumatore, sulla quale ho pensato l'intera terapia. Nei miei innumerevoli tentativi di smettere, dopo svariati giuramenti a me stesso e promesse solenni che avrei resistito fino alla morte pur di smettere, giunsi a una semplice conclusione: le mie promesse valevano quanto un soldo bucato, e non ero in grado di mantenere una promessa con me stesso. Cominciai a chiedermi che tipo di persona fossi se non riuscivo a rispettare un giuramento con a me stesso. La risposta era semplice: una persona debole, e per questo mi detestavo.
Infatti arrivava un momento allo scoccare del 3° giorno senza fumare, che la mia fortissima buona volontà iniziale si spegneva e giungevano alla mente i soliti pensieri che ricordo come fossero ieri: "Non è un buon periodo questo, posso smettere più avanti", "solo una, solo questa volta, solo per oggi", "se ne fumo una che succede? Una sigaretta da sola non ha mai ucciso nessuno, una sigaretta sola non fa venire il cancro"; "sono troppo stanco e stressato per smettere oggi, smetterò più avanti".
Ricordo quanto sollievo mi dava fumare quella sigaretta quando alla fine cedevo. Un bacio a una persona che non vuoi, ma di cui sei ancora innamorato.
Col passare delle ricadute la mia volontà iniziale era sempre più debole, semplicemente mi dicevo "chi me lo fa fare soffrire in questo modo?", e al terzo giorno cedevo tra le braccia di quel demone terribile ma meraviglioso.
Ma prima di ricadere invidiavo profondamente chi fumava, li guardavo pensando che erano liberi di tirare fuori dalla tasca il pacchetto e fumare quando e quanto volevano, mentre io mi ero inflitto un martirio ed ero più prigioniero di prima, perché non avevo più la libertà di fumare o non fumare, semplicemente non potevo più fumare. Chi me lo faceva fare?
Con questi pensieri in testa, e la voglia di fumare che esplodeva dentro di me, tanto da impedirmi di studiare e di concentrarmi, coglievo la minima scusa per ricadere. E' stato un periodo terribile, credetemi.
Come tutti i fumatori ero scisso: una parte di me voleva mettere di fumare, ma dall'altra la voglia di fumare era tale da mandare il resto a farsi fottere, se mi passate il termine.
Se avessi cercato aiuto, una qualunque cosa che richiedesse rinunce o sacrifici sarebbe bastata per etichettare quella strada come "non conveniente" e continuare a fumare.
Ma a un certo punto toccai il fondo, e mi resi conto che ero disposto a qualsiasi cosa pur di smettere. Forse quando mi resi conto che non avevo il minimo controllo della sigaretta, ma ero in balìa della dipendenza, forse quando realizzai che ero solo uno schiavo della sigaretta. E a quel punto, e solo a quel punto avrei fatto qualunque sacrificio per smettere, a qualunque costo, avrei scalato il Gennargentu in inverno senza fermarmi se questo mi avesse aiutato a smettere.
Oggi, che sono passati molti anni da allora, mi torna in mente quella signora ricoverata in oncologia che aveva in mano una fetta di tronco d'albero attaccato a uno spago nero, tipo pendaglio, da legare al collo. Sperava che le proprietà magiche del legno la guarissero; non che ci credesse sul serio, mi disse, ma per la disperazione le stava provando tutte. Non so se quella signora oggi sia ancora viva.
Essere disposti a qualunque sacrificio, questa è la predisposizione mentale ideale affinché la terapia vada a buon fine. Quando la dipendenza dal fumo diventa la priorità della propria vita, quando non c'è niente che venga prima.
A quel punto non salterà mai in testa di contare coi pacchetti il corrispettivo economico della tariffa, perché qualunque tariffa non sarà mai eccessiva se paragonata a una vita intera passata fumando, come nessun intervento chirurgico costerà mai troppo se salva la vita.
Quindi, dico a voi, se cercate motivi validi per continuare a fumare ne trovare a volontà, ma se siete disperati come lo ero io, allora avete trovato la persona giusta per smettere di fumare.
Chiamatemi, rispondo sempre al telefono.

Dott. Delogu