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venerdì 2 gennaio 2015

Come chiudere una relazione che non vuole chiudersi

Cari lettori e lettrici,
quando un relazione finisce la cosa può concludersi in diversi modi: c'è chi trova un equilibrio nel restare in buoni rapporti con l'ex partner, specie se ci sono figli di mezzo; c'è chi dà un taglio netto lasciandosi alle spalle un rapporto travagliato, senza troppo rimpianti; c'è infine chi vive di rimpianti nonostante la storia sia finita e nonostante siano passate settimane, mesi, e in alcuni casi anche anni.
Che fare in questi casi, quando la mancanza ci divora, il rimpianto di quanto perso ci sconvolge?
Ci troviamo di fronte all'elaborazione di un lutto, a dover gestire la perdita di una persona, se non in senso fisico, di sicuro psicologico. Il sapere che qualcuno a cui teniamo non è più con noi è una consapevolezza atroce che accomuna chi è costretto ad affrontare un lutto vero, con chi non riesce a voltare pagina da una relazione finita dove tutto è andato male.
Il perché di questa dinamica sta nella scissione che si presenta dentro di noi: quando chiudiamo una relazione da un lato lo facciamo per le dissonanze nel rapporto che l'hanno reso ingestibile, ma dall'altro potenti ricordi positivi ci fanno vivere il rimpianto di ciò che abbiamo perso. E naturalmente, se siamo ancora innamorati, prevale il rimpianto sul sollievo di aver lasciato quella persona.
Che fare quindi?
Non esistono "quick fix", aggiustamenti rapidi che si possano fare leggendo un post, ma dal vivo, signori, è tutta un'altra storia.
Gli ingredienti per uscire da queste dinamiche sono:
1) Grande capacità immaginativa
2) buon numero di ricordi negativi
3) buon numero di ricordi positivi.
Il lavoro si svolge in immaginazione, con gli occhi chiusi e visualizzando determinate immagini. Attraverso una procedura dolorosa quanto dei punti al pronto soccorso -e il sottoscritto dopo un impatto frontale con un cordolo di cemento ne ha un fresco ricordo- è possibile "uccidere" i ricordi positivi. Un po' come se prendessimo una foto alla quale siamo molto affezionati e le dessimo fuoco.
Fa male? Sì, è inevitabile, ma un dolore controllato e calibrato. E' gestibile? Sì, ma non da soli. Per questo ci sono io e so come fare.
Riflettiamo: cosa accadrebbe se di una relazione che non riusciamo a gettarci alle spalle di colpo non avessimo più i ricordi positivi? Resterebbe un senso di frustrazione, rabbia e amarezza collegato ai ricordi negativi, che però si possono neutralizzare attraverso strategie di varia natura (ipnotiche, comportamentali etc).
Capirete quindi che il modo di procedere è molto diverso dal sedersi su una poltrona col terapeuta da film che dice "mi parli della sua infanzia".

Questo che vi ho presentato è il mio personale metodo e modo di lavorare, non è detto sia il migliore in assoluto, ma certamente è quello che funziona meglio se messo in mano a me.
La mia missione è di aiutare chiunque a Cagliari e limitrofi, abbia una difficoltà che non riesce a superare da solo, e in questo caso, non riesca a lasciarsi alle spalle un rapporto doloroso.
Uno psicologo a Cagliari serve a questo.

Dott. Delogu