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venerdì 4 aprile 2014

Psicologo a Cagliari: mini guida parte 3 - il labirinto delle psicoterapie


Dopo aver letto la parte 1 e la parte 2 su come trovare uno psicologo a Cagliari, (ma discorso che vale per qualunque altra città) entriamo ora nel labirinto delle psicoterapie.
Con le specializzazioni dei medici è facile orientarsi: a intuito si capisce la differenza tra oculista e oncologo, sono entrambi medici ma hanno specializzazioni diverse, per cui trattano persone con patologie diverse.
Tra gli psicoterapeuti i confini non sono affatto evidenti, e il rischio che si corre è di contattare uno psicologo psicoterapeuta privato senza sapere qual'è la sua specializzazione, rischiando di trovarsi male per l'assenza di struttura della terapia, o l'eccesso di questa.
E' così importante sapere queste cose, o un terapeuta vale l'altro?
Rispondo in questo modo: pensiamo ai dentisti, essi usano gli stessi strumenti teorici e attrezzi del mestiere; ciò basta per dire che "uno vale l'altro"? No, perché, come in tutte le professioni ci saranno professionisti più capaci, precisi, preparati di altri, a parità di strumenti terapeutici. Ma quando si parla di psicoterapia, al di là dell'aspetto personale del terapeuta, entra in gioco l'orientamento della psicoterapia che, secondo numerose ricerche scientifiche (una per tutte Roth e Fonagy, 2006) fa davvero la differenza.
Esistono moltissimi orientamenti diversi, talvolta contrapposti, che spaccano la comunità degli psicoterapeuti in due fazioni: chi segue una psicoterapia la cui efficacia è dimostrata da ampie ricerche scientifiche (pensiamo al gruppo della terapia cognitivo-comportamentale CBT), e dall'altra parte il clan di chi segue la dottrina delle scuole psicanalitiche. I due gruppi avversari si fronteggiano a colpi di libri, articoli, interviste e aspre critiche: una vera e propria guerra delle psicoterapie. Volete un esempio?
Libro nero della psicanalisi, scritto da un gruppo internazionale di scienziati e psicoterapeuti cognitivisti, che smontano i paradigmi della psicanalisi.
L'anti libro nero della psicanalisi  pronta risposta scritta da uno psicanalista francese, che smonta colpo su colpo le argomentazioni del libro precedente.

Signori, ve lo dico subito: non se ne esce. Se ci mettiamo di mezzo anche le forme di terapia messe di traverso tra le due fazioni, come la terapia della gestalt, la terapia bioenergetica e lo psicodramma, esce fuori un calderone da cui è molto difficile orientarsi, anche per chi lavora nel settore.
Tuttavia in questa sede posso darvi una bussola per orientarvi.
1) Identificate uno psicoterapeuta della nostra area geografica, chiedetegli che approccio segue. Esistono approcci ben strutturati con esercizi a casa, fuori casa, tecniche, protocolli (EMDR, terapia cognitivo-comportamentale, giusto per fare un esempio); altri senza nulla di tutto questo, una terapia dialettica secondo un'ottica psicanalitica, per cui sentirete parlare del vostro "io adulto" o "io bambino" o "io genitore", oppure di complesso di edipo, es, io superio etc.
Le terapie strutturate come la terapia cognitivo-comportamentale, emdr, breve strategica etc. sono terapie brevi, che possono aggirarsi a seconda del problema intorno alle 10 sedute, anche meno.
Le terapie ad approccio psicodinamico (per esempio la psicanalisi e l'analisi transazionale) sono terapie a lungo termine (anni).
Le terapie strutturate sono supportate da ampie ricerche scientifiche che ne dimostrano l'efficacia e l'attendibilità, mentre sul versante opposto le terapie psicanalitiche sono contrarie alla ricerca di una validazione scientifica (per motivi che non sto qui a elencare, in quanto solita liturgia) e fondano le loro basi su concetti più dottrinali che scientifici. Non è quindi dimostrata l'efficacia terapeutica.
Avrete capito quindi che anche nelle psicoterapie esistono delle ortodossie che sconfinano nell'indottrinamento e in atteggiamenti religiosi di venerazione verso i Maestri. Questo, purtroppo, avviene non sono in ambito psicanalitico, ma anche ipnotico.
2) Dopo aver capito quale orientamento segue il vostro terapeuta, il mio consiglio è di informarvi su internet, e capire esattamente in cosa consiste quella forma di psicoterapia. Soprattutto capire se è adatta per il vostro problema. Una terapia sistemico-relazionale, detta anche familiare, avrà vita dura se soffrite di ansia e non volete portare in terapia la vostra famiglia. Potrebbe essere più adatta (nonché validata scientificamente) una terapia cognitivo-comportamentale).
3) Avete capito che l'approccio e la teoria alla base ha un suo razionale, non resta che fare un paio di colloqui e vedere come vi trovate col terapeuta.
Un aspetto importante per ottenere un successo terapeutico è l'abilità del terapeuta nel saper adattare una terapia alla personalità del paziente. Questo fa la differenza tra un bravo terapeuta e uno medio, forse anche più dell'orientamento.
Avete capito?
Se avete dubbi, non esitate a contattarmi.

Dott. Delogu
g.delogu@me.com