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mercoledì 5 agosto 2015

Come uscire dalla depressione

Cari lettori e lettrici,
la depressione è una brutta bestia da combattere se non la si prende per tempo.
Ecco dunque alcuni suggerimenti utili su come riconoscerla e combatterla.
Vi sentite giù di corda, tristi, ciò che prima vi piaceva ora non vi piace più, e il tutto va avanti ogni giorno da più di 2 settimane? Avete problemi di sonno, avete perso peso senza fare dieta, e c'è stato un peggioramento del vostro umore senza motivi apparenti consecutivamente da 2 settimane a questa parte? Ecco, sono solo alcuni dei criteri diagnostici per fare una diagnosi di depressione (cosa che spera a uno specialista psicologo o psichiatra), ma una cosa è certa: chi inizia a soffrire di depressione inizia a non essere più se stesso, inizia a stare male con nervosismo e irritabilità che non scompaiono nelle settimane ma si accentuano. Cosa fare in questi casi?
Il mio consiglio è di non perdere tempo, e iniziare un'attività aerobica quotidiana a media intensità per almeno 1 ora al giorno. Diversi studi hanno dimostrato che l'attività aerobica giova enormemente alla depressione sub clinica (cioè quando i sintomi non sono ancora tali da formulare una piena diagnosi di depressione). In pratica ha lo stesso effetto di un antidepressivo, perché il corpo in condizioni di allenamento aerobico (ergo non body building) libera endorfine, dopamina, e una serie di altre sostanze che compensano lo squilibrio chimico dato dalla depressione, che ha origine genetica, sebbene vi siano componenti multifattoriali. Così una camminata veloce, nuoto, aerobica, corsa, spinning, cardiofitness, bici, triathlon, le attività aerobiche sono tante e varie, si tratta solo di reagire e darsi da fare, e posso garantire che i risultati non tarderanno ad arrivare.
Purtroppo le persone con una depressione in fase avanzata non hanno proprio le energie fisiche e psichiche per uscire di casa per fare la spesa, figuriamoci per fare attività aerobica ogni giorno, quindi in questi casi, gli unici aiuti disponibili sono una sinergia tra psicoterapia, la cui efficacia sia dimostrata da studi scientifici, e la terapia farmacologica fatta a regola d'arte, quindi da uno specialista competente ed esperto.
Le forme di psicoterapia riconosciute efficaci (argomento abbastanza complesso e spinoso per ragioni metodologiche) partono certamente dalla terapia cognitivo-comportamentale, nelle sue varie forme (terza onda della terapia cognitiva, cognitive hypnotherapy, ipnosi cognitivista di Michael Yapko).
In poche parole bisogna seriamente rimboccarsi le maniche e darsi da fare, senza stare ad aspettare la fatidica mattina nella quale ci si svegli pieni di energie e voglia di fare. Il farmaco, se prescritto e assunto con intelligenza, va aiutato con il supporto sociale, psicologico e un importante impegno fisico quotidiano.
L'ipnosi può fare la differenza? Rispondo così: è un aiuto importante se la depressione è subclinica. Se la depressione è già esplosa, il paziente ha difficoltà a entrare in trance. Ma ogni caso è da valutare a sè.

Dott. Delogu