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giovedì 28 gennaio 2010

Rilfessione psicologica sulla giornata della memoria

Ieri era la giornata della memoria, e tutti conoscete l'argomento di cui sto parlando. Molto è stato scritto sull'argomento, e molto è stato detto. Vi presento qui alcuni spunti di riflessione; li butto lì, ognuno ne tragga le sue conclusioni.
Il dott. Zimbardo è uno psicologo sociale che fece un famoso e tetro esperimento chiamato "esperimento carcerario di Stanford". In pratica selezionò due gruppi di studenti universitari, e al primo gruppo attribuì il ruolo di guardia carceraria facendo frequentare un corso vero presso una prigione, mentre al secondo gruppo venne conferito il ruolo dei carcerati. Nessuno dei soggetti impiegati nell'esperimento aveva delle pulsioni aggressive sopra la norma o delle forme psicopatologiche. La conclusione potete leggerla qui http://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_carcerario_di_Stanford in pratica dopo un periodo iniziale di adattamento, le guardie cominciarono a fare sul serio con un comportamento sadico e violento. I carcerati cominciarono a soffrire di gravi disturbi traumatici, manifestando tra di loro in cella (la notte con le telecamere spente) vere e proprie violenze sessuali. L'esperimento si interruppe dopo poco tempo per il brusco precipitare degli eventi nel carcere. Ricordo che i soggetti di entrambe i gruppi erano studenti universitari scelti casualmente tra la popolazione della Stanford University. Non solo, anche i familiari entrarono nel ruolo, in particolare i genitori dei carcerati arrivarono a giustificare i figli dicendo che, se erano finiti in prigione, qualcosa dovevano pur averla fatta.
L'essere umano è un animale capace di adattarsi a qualsiasi situazione, in particolare entrando nel ruolo. Nel ruolo del malato in un contesto ospedaliero, o nel ruolo del poliziotto manganellatore assalito da una pioggia di sassi al G8 di Genova. E' capace anche di entrare nel ruolo del no global arrabbiato e manganellato dai poliziotti fascisti. Non importa di che fazione politica voi siate, o di quali siano le vostre idee politiche, basta che una persona si trovi per un tempo sufficentemente lungo in un contesto appropriato, che si comporterà in funzione del contesto.
Al dott. Zimbardo sfuggì di mano la situazione, perchè mise in moto un macchinario umano impossibile da fermare se non con la forza. 
In piccolo abbiamo tanti esempi sociali dell'esperimento del dott. Zimbardo: il bullismo nelle scuole (ruolo dell'aggressore VS il ruolo della vittima), i fatti violenti che avvengono in guerra in qualunque esercito di qualunque nazione verso il popolo sottomesso: violenze sessuali, torture, sadismo.
La proprietà del ruolo è resistente al punto tale che nei lager i kapò, ossia i responsabili del block avevano comportamenti simili se non peggiori degli stessi tedeschi: in questo caso l'ebreo messo a capo della stanza sviluppava una severità e cattiveria da non differire per nulla ad un SS se non per la divisa.
A questo punto vi verrà da chiedermi: "ma allora se messo nelle condizioni peggiori di ruolo anch'io diventerei una assassino sadico"?
Qui rispondo che la responsabilità individuale, per quanto offuscata dal contesto, non viene mai meno. Questo spiega perchè alcuni - non tutti - soldati stuprano o torturano, e perchè alcune -non tutte-  guardie carcerarie sottopongono i carcerati a supplizi.

La giornata della memoria esiste perchè l'asse ha perso, e con la forza si è interrotto un comportamento "di ruolo" giunto all'estremo.
Era giunto all'estremo perchè non esisteva nessun tipo di sanzione o punizione per chi uccideva un ebreo, e questo semplice fatto ha permesso di scavalcare il limite umano del rispetto e della dignità.

Come dice Wiesel "ricordare servirà ai vivi", aggiungo in particolare quando indossano una divisa, un giubbotto anti-sommossa, o un camice.

Dr. Delogu