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mercoledì 12 ottobre 2016

Educare col terrore

Ho letto l'ennesima notizia delle maestre immortalate dalle telecamere nascoste mentre compivano i loro infami gesti su bambini dell'asilo nido. Non lo voglio nascondere: la cosa mi ripugna enormemente, come penso darebbe una forte scossa a un qualunque genitore che riconoscerebbe in quel bambinetto del video, picchiato e maltrattato dalla maestra, il proprio figlioletto. 
I tempi sono cambiati, la giurisprudenza è cambiata, e se negli anni 80 la maestra che usava le maniere forti con gli alunni in una nota scuola elementare di Cagliari, veniva presa come esempio di alto insegnamento, oggi, quando finalmente le principali associazioni mondiali di psicologi e psichiatri si sono espresse, sarebbe finita con le manette ai polsi.  
Ma l'Italia è il paese delle contraddizioni, del buonismo, il paese delle banane per farla breve. L'azione di queste maestre fa scalpore per le prime 24 ore, ma superato quel limite di tempo la notizia cade nel dimenticatoio. Le maestre, forse,  vengono licenziate in tronco con un procedimento penale appuntato sulla schiena? Assolutamente no, il procedimento c'è, ma inconsistente per fungere da deterrente, e in molti casi (99,9%) queste maestre vengono sospese per poi essere riammesse all'insegnamento.
Cerchiamo di capirci: dei filmati dimostrano in modo inequivocabile un comportamento violento della maestra nei confronti di bambini di 2 anni, e la maestra viene "sospesa"? Cioè subisce un'interruzione "temporanea"? Una sostanziale presa per i fondelli, considerato che le loro azioni non derivano da una distrazione, uno sbaglio, o un'errata valutazione, bensì da una perdita sistematica del controllo che deriva da fattori strutturali, quindi immodificabili. 
Persone così dovrebbero essere licenziate in tronco ed estromesse definitivamente dal sistema scolastico pubblico e privato, senza se e senza ma, non riammesse in altri istituti dove potranno reiterare prima o poi gli stessi comportamenti -come tristemente accaduto alla maestra della scuola di San Donato milanese, già cacciata da un'altra scuola. 
L'aggravante di questi fatti è che poi le cose si sanno, i filmati vengono trasmessi in tv e le stesse insegnanti magari di tutt'altra regione, dovrebbero essere ben consapevoli delle conseguenze di eventuali comportamenti violenti. Eppure le cose stanno così, o se ne fregano o pensano di essere intoccabili e più furbe delle altre. 
Per stare in tema, ecco un articolo di Gianluca Nicoletti che riflette sui maltrattamenti verso i disabili. Anche lui come me è orientato verso la "tolleranza zero". 
Pensateci, se sorprendeste anche voi una maestra a picchiare vostro figlio, non ci sarebbe forse un richiamo ancestrale di farle passare la voglia tutto d'un colpo? 
Ciao care lettrici e lettori, a presto.

Dott. Delogu