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giovedì 10 marzo 2016

Bullismo: impariamo dai Piranha.

Care lettrici e cari lettori,
le dinamiche del bullismo sono state studiate da numerosi psicologi apportando le descrizioni del fenomeno più variegate quanto dettagliate. Nulla da eccepire. Trovo però significativo il fatto che nonostante innumerevoli libri scritti, ancora il fenomeno esista. Un po' perché l'uomo nel brano si trasforma e fa delle cose che da solo non farebbe mai; un po' perché l'istituzione scuola tende sempre a insabbiare ciò che accade al suo interno etichettando certe cose come "ragazzate", e infine perché chi sta fuori dal gruppo classe ha di meglio a cui pensare rispetto a un ragazzino che viene preso in giro o preso a calci dai compagni per divertimento, in particolare se quel ragazzino non è figlio suo.
Insomma, meno se ne parla meglio è, la cosa poco importa e non interessa a nessuno se non a chi ci è passato direttamente o indirettamente.
Le soluzioni che propongono i colleghi psicologi sono perbeniste e politicamente corrette: intervenire sul gruppo classe, coinvolgere gli insegnanti, i genitori, agire sulla comunicazione. Cose che funzionerebbero se il bullo è solo, non particolarmente minaccioso e si riesce ad arginarlo mettendogli una classe contro pronta a fare la spia. Ma che fare se chi agisce è aggressivo e circondato da altri 4 o 5 come lui? Cioè se 1/3 della classe è coesa nella caccia grossa a chi non è ripetente? Ho una soluzione? Sì, e viene dal comportamento dei Piranha.
Avete mai visto la tecnica che adottano i piranha per attaccare la preda?
In questo video  che raccomando solo a chi non soffre nel vedere altri animali soffrire, vedrete un branco di piranha che attacca un ratto. E' molto curiosa la modalità di attacco rispetto a quella dello squalo o della murena che attaccano in modo deciso, diretto e puntato all'obiettivo.
I Piranha prima ignorano la preda, si tengono a distanza e la osservano. Poi iniziano una graduale avanscoperta, durante la quale un esemplare si avvicina bruscamente alla vittima per poi desistere, senza sfiorarla. Sempre un esemplare singolo di piranha tenta un approccio toccando la vittima ma senza morderlo.
Perché fanno questo? Per capire che tipo di difese mette in atto la preda. Se facessero così con un altro pesce aggressivo, questo colpirebbe il singolo esemplare facendo disperdere il branco. Una perdita singola a vantaggio dell'intero gruppo.
Quando appare evidente che la preda è inerme, uno per volta attaccano da direzioni diverse, attaccando e scappano inizialmente, per poi attaccare tutti insieme.
Ebbene le dinamiche nel gruppo classe non differiscono molto. Il bullismo è un fenomeno di auto-regolamentazione del gruppo, un modo per mantenere l'omeostasi, certamente disfunzionale per il singolo. Un Piranha non attaccherebbe uno squalo (a parte che vivono in climi e acque differenti e non potrebbero mai incontrarsi), e si può e si deve  insegnare a un essere umano a difendersi.
Si può non essere d'accordo a rispondere alla violenza con la violenza, ma un comportamento antisociale va e deve essere fermato con una ferma opposizione del singolo prima, delle istituzioni poi, non di certo con le prediche, giochi di ruolo e interventi psicosociali.
Esistono i commenti: parliamone.

Dott. Delogu