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mercoledì 23 dicembre 2015

La verità sull'ipnosi negli interventi chirurgici

Care lettrici e lettori,
ho letto da poco su un portale "L'ipnosi entra in sala operatoria", questo è uno dei titoli. E questa è verità, dimostrato a livello scientifico. Ma vi spiegherò qui come stanno le cose.

1) Generalmente chi pratica l'ipnosi in ospedale è un medico strutturato dell'ospedale che si è specializzato in ipnosi e la usa come pratica clinica nei suoi pazienti. Ho conosciuti diversi medici che sui loro pazienti, oltre a praticare le normali procedure mediche chirurgiche, utilizzavano l'ipnosi. Parlo quindi per esperienza diretta. Ricordo un dentista israeliano che su una sua paziente allergica agli oppioidi aveva praticato un'estrazione in anestesia ipnotica, e al congresso internazionale di ipnosi che si tenne a Roma, ci mostrò il video.  Quindi un conto è se il chirurgo o l'anestesista o il dentista utilizzano l'anestesia ipnotica. Altro conto è far entrare in sala operatoria un estraneo che pratichi l'ipnosi su una paziente del chirurgo. Credetemi, se il chirurgo non dà il consenso non c'è santo che tenga (tra l'altro perché la responsabilità è la sua).  Questo per dire che l'ipnosi in sala diventa un lavoro d'equipe, sempre.

2) L'anestesia e analgesia ipnotica sono dei fenomeni tipici della trance profonda. Secondo gli studi in merito circa il 20% della popolazione è in grado di raggiungere un livello di trance così profondo. Non a caso chi rientra in quel 20% vengono chiamati "soggetti altamente ipnotizzabili".
Il restante 80% della popolazione è distribuito tra soggetti più o meno ipnotizzabili, e non è affatto detto che un soggetto che riesca a regredire temporalmente, riesca anche a farsi infilare un ago sul dorso della mano senza fiatare. E l'unico modo per saperlo è provarlo.
Quindi se prendiamo una persona a caso, abbiamo 7-8 possibilità su 10 di fallire, o 2-3 su 10 di riuscire. Questo è il motivo principale per il quale l'ipnosi non sostituirà mai l'anestetico, ed è il motivo per il quale storicamente l'etere ha soppiantato l'ipnosi nelle sale operatorie.


3) L'anestesia ipnotica non si può utilizzare su qualunque tipo di intervento, per esempio sui trapianti, ma questo non lo dice nessuno.

Da qui vedete chiaramente che le difficoltà tecniche e logistiche ci sono. Ciò nonostante per soggetti altamente ipnotizzabili l'ipnosi resta indiscutibilmente la scelta  migliore specialmente in campo chirurgico e odontoiatrico. E questo articolo ve lo spiega ancora meglio.
Nella mia esperienza ho avuto vari dei successi nella preparazione al parto, riducendo in modo significativo i tempi di travaglio fino a una manciata di minuti (era quello l'obiettivo concordato), e in un intervento col laser a un occhio in una persona che non riusciva a tollerare la procedura.
Il parto con l'ipnosi è stato ampiamente dimostrato, con benefici indubbi. Ma vale per tutte le partorienti? Dipende dal risultato che si vuole ottenere. Non provare alcun dolore è riservato solo per i buoni soggetti ipnotici (sfido chiunque a replicare il risultato su uno scarso soggetto ipnotico), mentre ridurre l'ansia, la paura, aumentare l'energia durante la fase di espulsione e cambiare lo stato psicologico è alla portata di molte persone.
Da 8 anni uso l'ipnosi nella terapia antalgica del Brotzu con pazienti con la fibromialgia, emicrania, nevralgie e ogni altro tipo di dolore.
Potete leggere una mia controdeduzione a un articolo sull'ipnosi pubblicato di recente, QUI

Dott. Delogu