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domenica 13 luglio 2014

Ipnosi al posto dell'anestesia generale: questa volta è un defibrillatore automatico

E' di questi giorni una notizia che ha dell'incredibile: una donna a Oristano è stata sottoposta a un intervento per l'impianto di un defibrillatore, solo che al posto di fare l'anestesia generale si è ricorsi a una speciale forma di suggestione per non sentire il dolore: l'ipnosi. 
Viene riportato nell'articolo: “Tutto si è svolto come di routine per ciò che riguarda l’intervento, la peculiarità ha riguardato la parte introduttiva quando gli ipnologi, parlando alla paziente attraverso delle cuffie auricolari (foto sulla sinistra, ndr), l’hanno fatta cadere in un stato di ipnosi profonda, un processo che ha richiesto circa venti minuti”, hanno raccontato i medici che hanno eseguito l’operazione. L’intervento è durato circa un’ora e al termine la paziente ha dichiarato di ricordare tutto, ma di non aver sofferto. - See more at: http://www.sardegna24news.it/2014/07/11/intervento-con-lipnosi-a-oristano-la-prima-sperimentazione-sarda-48006/#sthash.V4CQWPSx.dpuf

Realtà o fantasia?
Bene, signori, questa volta è la realtà, e sono i giornali locali che parlano al posto mio, ecco le prove:
Unione Sarda
Sardegna24 News
La Gazzetta.net
La nuova Sardegna

Si parla di "sperimentazione innovativa", e questo è certamente vero in Sardegna e per il tipo di intervento, ma non bisogna dimenticare che John Esdaile nel 1845 impiegò l'anestesia ipnotica in migliaia di interventi chirurgici, come già discusso qui.
L'ipnosi è una pratica sicura nelle mani di professionisti con titoli adeguati ed esperienza certificata, che sanno riconoscere e selezionare i candidati idonei a sperimentazioni del genere.
Perché va da sé che se l'anestesia ipnotica non viene utilizzata in prima linea come procedura standard di anestesia negli interventi chirurgici, un motivo c'è, e sinceramente i motivi sono più di uno.
a) Per sviluppare un'anestesia ipnotica bisogna essere dei buoni soggetti ipnotici. Non tutte le persone arrivano a sviluppare quel tipo di dissociazione, e l'unico modo per scoprirlo è provare con alcune sedute preliminari.
b) per alcuni tipi di intervento come i trapianti o l'appendicectomia, l'ipnosi non si può utilizzare per ragioni di carattere medico: la tipologia dell'intervento è incompatibile con uno stato di coscienza modificato.
c) esistono dei rischi oggettivi: l'andamento della trance ipnotica non è lineare, ma ha un andamento a yo-yo, con punte che sfiorano livelli profondi di ipnosi e altri livelli più superficiali. Il rischio, specie in interventi di lunga durata, è che la trance si alleggerisca e il soggetto di risvegli. E' un rischio calcolato che si può prevenire con un buon lavoro preparatorio di rapport tra ipnotista e soggetto ipnotizzato, e sapendo esattamente cosa si sta facendo e perché. Difatti le persone sottoposte all'anestesia ipnotica, di fatto non avevano scelta per problemi di allergia all'anestetico.
Questo per spiegare che non è un gioco, non è un trucco né una magia: è una pratica che richiede preparazione, grande competenza di ipnosi medica e un pizzico di fortuna per scongiurare complicazioni (pur sempre di intervento si tratta).

A questo punto ritengo meritino un approfondimento le parole riportate dalla paziente, cui seguirà una mia personale esegesi:
"“Mentre mi operavano la mia mente è andata in un luogo della mia prima infanzia, la roccia ‘Culunzu pertuntu’ di Ardauli: era un posto familiare, dove la mia mente ha scelto di rifugiarsi perché mi trasmetteva serenità. Allo stesso tempo – prosegue la Ibba nello straordinario racconto dell’operazione sotto ipnosi – sentivo i due medici che mi parlavano, sentivo le mani del chirurgo e la pressione sul mio torace, ho sentito anche quando mi hanno sistemato il pacemaker e messo i punti. Percepivo tutte queste sensazioni senza provare dolore  e allo stesso tempo osservavo il mio corpo dall’alto e vedevo con precisione cosa accadeva in sala operatoria”.

 Il posto familiare dove rifugiarsi è una nota tecnica chiamata safe place o secure place, in italiano posto sicuro, e serve esattamente a ciò che ha riferito la signora nelle righe sopra: a trasmettere sicurezza e serenità, quindi qualità affettive. Vedere il corpo dall'alto è un'esperienza comune in vari fenomeni mistici ed esoterci, come i viaggi astrali, viaggi fuori dal corpo, near death experience (NDE), replicabile in ipnosi nei buoni soggetti ipnotici, utilizzando un fenomeno ipnotico chiamato "dissociazione mente-corpo". In questo caso la suggestione data è di uscire dal proprio corpo e osservarsi dall'alto, congiuntamente a un'amnesia selettiva o parziale, per cui la persona avrebbe sentito tutte le sensazioni eccetto il dolore.
E' stato un pieno successo, quindi non resta che congratularsi con l'intera equipe che ha permesso una simile procedura pionieristica.
In 8 anni che collaboro con la terapia del dolore dell'ospedale Brotzu ho trattato centinaia di casi di cefalea, fibromialgia, sindrome del colon irritabile, e in generale altre patologie con dolore cronico, per cui conosco bene a livello internazionale le tecniche usate e i vari campi di applicazione.
Non può che farmi piacere la risonanza mediatica che sta avendo l'ipnosi medica in ambito chirurgico.
Spero che sia l'imput per ampliare il livello di informazione, e schiodare per una buona volta il concetto di ipnosi dalla figura del Giucas Casella nazionale.

Dott. Delogu