Ipnosi e psicologia a Cagliari... e non solo.

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giovedì 17 giugno 2010

Parliamo seriamente di ipnosi.



L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza, a carattere dinamico e non statico, con modificazioni della coscienza affini a quelle del sonno, e una prevalenza dell’emisfero destro su quello sinistro razionale-cognitivo. In generale l’ipnosi viene utilizzata:
·         in ambito medico, in particolare per la gestione del dolore (ipnosi medica), -evidence-based.
·         come tecnica che utilizza i principi della CBT (ipnoterapia cognitivo-comportamentale)
·         in applicazione alla teoria psicoanalitica (ipnoanalisi)
·         come psicoterapia a sé stante (ipnosi Ericksoniana).

Nel campo del dolore l’ipnosi ha avuto degli importanti riconoscimenti dalla comunità scientifica sull’efficacia nella gestione del dolore. Dal 1994 la IASP (International Association for the Study of Pain) ha incluso l’ipnosi nel curriculum dei professionisti che si occupano di terapia del dolore in America. Nel 1996 il Panel Report del National Institute of Health ha definito l’ipnosi come uno strumento affidabile, efficace per alleviare il dolore da cancro e altre condizioni di dolore cronico. Questo, in aggiunta alla voluminosa letteratura clinica e sperimentale, conferma che l’analgesia ipnotica è un fenomeno concreto e replicabile. Nel 2000 la meta-analisi di Montgomery, DuHamel e Redd, pubblicata nell’International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, rivista leader del settore, su 18 studi controllati, basata sul dolore riferito da 933 soggetti, mostra un risultato rilevante: le suggestioni ipnotiche alleviano il dolore nel 75% della popolazione, comprendendo diversi tipi di dolore sperimentato, supportando l’efficacia delle tecniche ipnotiche nella gestione del dolore.
Come forma di psicoterapia, attualmente in moltissime parti del mondo l’ipnosi viene utilizzata esclusivamente sotto forma di cognitive hypnotherapy, per aggiungere all’efficacia evidence-based della terapia cognitiva e comportamentale (CBT), i vantaggi dell’ipnosi.  Questa forma di psicoterapia ipnotica è l’evoluzione naturale dell’ipnosi classica e direttiva. Nella fattispecie, mediante suggestioni ipnotiche, è possibile rinforzare la personalità dell’utente, potenziando i concetti funzionali e depotenziando quelli ego-distonici, modificando in questo modo le credenze di base. L’ipnosi cognitivista è una terapia breve, basata sul qui ed ora, e consente di fare dei pacchetti di sedute standard, utilizzando dei protocolli standard impiegati in studi controllati (per esempio, pacchetto di 5 sedute per smettere di fumare). L’ipnoterapia cognitiva fa ampio uso di livelli profondi di trance per far sperimentare in immaginazione il controllo della situazione ambientale mediante l’uso di suggestioni, che verranno poi impiegate nel training di autoipnosi. Questo è un esempio che si rivela molto utile nel disturbo da attacchi di panico con o senza agorafobia, nella fobia sociale, nel disturbo d’ansia generalizzato etc. L’obiettivo è quello di conferire al paziente la piena autonomia per superare e gestire il problema nel modo ottimale e rinforzare la personalità. A tal fine vengono utilizzati dei protocolli standard già sperimentati in studi controllati, da adattare alle caratteristiche di personalità e alle esigenze del paziente. Questa forma di ipnosi segue da vicino i principi dell’ipnosi ericksoniana, fatto salvo per un occhio di riguardo per l’utilizzo di protocolli standardizzati da utilizzare con buon senso, e tecniche di induzione standard dirette o, più raramente, indirette, e naturalmente un adeguamento teorico-pratico al modello cognitivo-comportamentale.
L’ipnoanalisi impiega la tecnica della regressione ipnotica per andare alla ricerca dell’origine del problema, e analizzarlo secondo le metodiche psicoanalitiche.  Tra le fila degli schieramenti avversari alla cognitive hypnotherapy, è comune pensare che l’unico lavoro profondo ed efficace sia quello psicodinamico. Ciò non è vero: è’ importante notare che non esistono lavori scientifici metodologicamente validi che dimostrino l’effettiva efficacia dell’ipnosi usata nella psicoanalisi, eccetto che nella CBT.
L’ipnosi Ericksoniana, nasce con la persona di Milton Erickson, noto psichiatra americano di Phoenix, Arizona, che aprì le porte verso la cosiddetta “ipnosi moderna”, che si differenziava dall’ipnosi classica per l’approccio indiretto, materno e non autoritaria. La psicoterapia Ericksoniana, si basa sul principio di “unicità della persona”, e di adeguare la strategia terapeutica sulla forma del paziente, ogni volta ex-novo (tailoring). Appunto per questa ragione, nell’ipnosi Ericksoniana, non esistono protocolli, né vengono impiegate tecniche di induzione ipnotica standard, perché ciascun intervento deve essere costruito su misura, e applicando un’ipnosi indiretta, cioè non formale.  Il principio è di elicitare le risorse del paziente, e utilizzarle per portarlo verso il superamento delle resistenze e del problema. La terapia ericksoniana utilizza l’ipnosi anche fuori dal setting, e impiegando spesso dei principi della terapia sistemica.  Caratteristica essenziale è l’uso dell’ipnosi indiretta, che consente attraverso l’uso di analogie, metafore, storie, tecniche indirette come la semina e la disseminazione, di far passare a livello inconscio dei concetti che scavalchino le resistenze razionali del soggetto. Per fare un esempio, se con l’ipnosi classica si può dire a un soggetto “ora fai un respiro profondo, e rilassati completamente”, una ipnosi indiretta comincerebbe in modo apparentemente causale, parlando della profondità del mare, e disseminando concetti di calma e rilassamento. 
L’ipnosi ericksoniana è stata, ed è tutt’oggi, oggetto di interesse della PNL.
Non esiste nessuna prova scientifica della superiorità delle tecniche indirette VS tecniche dirette. Si è evidenziato invece che l’eventuale superiorità dell’una o dell’altra non sia assoluta, ma relativa, in base al contesto terapeutico, alla situazione,  e alla alleanza terapeutica.

L’ipnosi cognitivista, l’unica forma di ipnosi replicabile, si è dimostrata efficace in letteratura in quasi tutti i disturbi in asse I. Molti ricercatori sconsigliano l’ipnosi con gli schizofrenici, per evitare scompensi improvvisi o far riemergere vere e proprie crisi psicotiche.
L’ipnosi si può utilizzare nell’età adulta, ma è efficacissima con i bambini, soggetti altamente ipnotizzabili e fantasiosi. La terapia può essere individuale, ma alcuni ricercatori italiani di matrice ericksoniana, utilizzano l’ipnosi in un contesto sistemico e di coppia. In ogni caso, la ricerca mondiale è puntata prevalentemente sul singolo individuo.