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lunedì 5 giugno 2017

Torino, piazza San Carlo: si poteva evitare in 3 semplici mosse.

Un bollettino di guerra: oltre 1500 feriti e già questa notizia è passata in secondo piano.
Leggo dai vari quotidiani che si cerca un colpevole che non si trova, una causa scatenante che ha trasformato un insieme di individui in piazza San Carlo  in una folla psicologica in fuga passando sopra chiunque si trovasse sul cammino (e così è stato). Chi pensa che siano stati un gruppo di irresponsabili o delinquenti è fuoristrada. In altre situazioni, quando affondò la Costa Concordia, nel fuggi fuggi generale per mettersi in salvo non si guardò in faccia nessuno, né donne né bambini. Lo so da una testimone diretta. La folla (in questo caso definita folla psicologica) prese il sopravvento. E' importante a questo punto citare testualmente cosa scrisse Le Bon nel lontano 1895 in merito:


Il fatto più saliente manifestato da una folla psicologica é il seguente: quali si siano gli individui che la compongono, simile o dissimile sia il loro genere di vita, le loro occupazioni, il loro carattere o la loro intelligenza, il solo fatto che essi sono trasformati in folla, li fa partecipi di un'anima collettiva. Quest'anima li fa sentire, pensare e agire in un modo completamente diverso da come sentirebbero, penserebbero e opererebbero isolatamente. 

I libri pubblicati sulla psicologia delle folle sono pochi e rari, ma probabilmente il più famoso e conosciuto risale al 1895, dal titolo "Psicologia delle folle" di Gustav Le Bon, psicologo, etnologo e padre della psicologia sociale.  Egli offre una definizione decisamente attuale della folla psicologica

 "In talune circostanze prestabilite, e soltanto in tali circostanze, un agglomeramento di uomini possiede caratteri nuovi, molto diversi da quelli degli individui di cui esso si compone. La personalità cosciente svanisce, i sentimenti e le idee di tutte le unità sono orientate in una stessa direzione".

La folla psicologica può essere eroica come criminale, è suscettibile a suggestioni e contagio di idee. 
Nella situazione creata alla partita in piazza San Carlo a Torino, ha giocato un ruolo fondamentale la psicosi dell'atto terroristico, e una potente esplosione che ha contagiato una reazione di fuga collettiva, coi risultati visibili agli occhi di tutti: oltre 1500 feriti e un bambino ricoverato d'urgenza per trauma cranico. 
La soluzione del dott. Delogu? In 5 semplici mosse è possibile evitare situazioni simili:
1) La folla è altamente suggestionabile per brevi lassi di tempo. Una suggestione diversa  può disinnescare la vecchia suggestione.  Davide Buraschi, Il giovane a torso nudo, ingiustamente incolpato e interrogato dagli inquirenti, in realtà ha tentato di calmare la folla, senza successo. Avesse avuto un megafono e si fosse qualificato come Sindaco, le cose sarebbero andate diversamente. Altro che colpevole, dovrebbero dargli una medaglia. 
2) Disperdere la folla. Una folla dispersa per cause fisiche smette di essere folla psicologica e ritorna la coscienza individuale del singolo. Utilizzare una guarnigione di carabinieri a cavallo è il modo migliore per disperdere una folla senza incidenti.
3) aumentare i controlli, fatti in maniera efficace, delle forze dell'ordine è la base per evitare incidenti. Perché lasciare che si vendessero bevande in bottiglie di vetro? 
Ma nonostante i nostri discorsi, situazioni del genere possono riaccadere, perché è insito nel nostro DNA diventare folla in particolari situazioni. C'è un meccanismo innato che gioca secondo leggi sue, non razionali: le folle in passato hanno rovesciato un governo, come si sono demolite internamente mettendosi in salvo. I fatti di Torino, come negli scontri con la polizia negli stadi,  i fatti del G8 di Genova, nella costa Concordia, quella stessa folla che prima osannava Mussolini, e anni dopo lo impiccava, ne sono un esempio. 
Psicologia delle folle, 1895. E' passato un secolo, ma l'uomo rimane sempre uomo.

Dott. Delogu