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lunedì 4 luglio 2016

Liberare la mente dai pensieri disturbanti

Care lettrici e lettori,
capita a tutti di avere ogni tanto dei pensieri ricorrenti disturbanti, che ci impediscono in certi momenti di concentrarci. Lavoro, salute, affetti, preoccupazioni inerenti i nostri cari. Indipendentemente dall'origine è possibile fare in modo che questi pensieri non si presentino più come prima, o spariscano del tutto. Ma per fare questo bisogna essere agguerriti, con una volontà d'acciaio per combattere il pensiero con le giuste armi. Giusto per intenderci, non è che si combatte il pensiero di cosa sta combinando la figlia adolescente, controllando abusivamente il suo telefonino o il profilo facebook in cerca di prove compromettenti, perché questi comportamenti alimenteranno il pensiero invece che disattivarlo. Perché in presenza o assenza di prove relative al comportamento della figlia, il pensiero continuerà, spingendoci a continuare a cercare altre prove, in un ciclo senza fine. Un'ossessione, in pratica.
Mi capitò tra le mani la lettera di una figlia nella quale vi era descritta l'ossessione della propria madre che non accettava il fatto che lei (ampiamente maggiorenne) scegliesse una dieta vegetariana. La preoccupazione e l'ansia di quella madre raggiunsero livelli tali che arrivò a picchiare la figlia perché si era rifiutata di mangiare la carne che la madre aveva cucinato.
Ora, poniamo che una luce divina avesse illuminato quella sventurata madre dandole la consapevolezza del proprio disagio. Cosa avrebbe potuto fare, costei,  per contrastare i propri pensieri?

1) entrare nell'ottica che i propri pensieri sono sbagliati. Quindi si riconosce che è un bug della nostra mente dal quale non riusciamo a liberarci. Chi pensa che tutti gli uomini o tutte le donne sono in un certo modo ha quel tipo di bug, giusto per intenderci. In assenza di questa consapevolezza, la persona continuerà imperterrita a conseguire l'obiettivo di "evangelizzazione" o controllo dell'altro o del proprio corpo.
2) iniziare a mangiare solo vegetariano. E' un tipo di compito paradossale, che se portato avanti per il tempo necessario, farà cambiare prospettiva verso ciò che ci dà fastidio. Qualcuno in casa spreme il tubetto del dentifricio dal centro e non dalla coda? La cosa ci fa imbestialire? Ottimo. Riconosciamo che è una nostra paranoia inutile che creerà solo tensioni nei rapporti? Bene. Iniziamo da stasera a spremere il dentifricio dal centro, andando contro i nostri principi, finché non smetterà di darci fastidio. Provare per credere.
Quando spiegai questo in un gruppo non terapeutico, tutti risero ma nessuno -ripeto nessuno- andò poi ad applicare la cosa. Siate voi meno ignavi di quelli: rimboccatevi le maniche e agite portate avanti i compiti paradossali. Non farlo significa solo una cosa: che non volete cambiare.
Non bisogna dare tregua ai pensieri, perché questi non avranno mai pietà di noi.
Per la cronaca, oggi per me premere il dentifricio dal centro o dal fondo è identico (ed ero di quelli bacchettoni del partito "solo dalla coda!" e ben stirato). In pratica non me ne frega niente.

3) associare al pensiero una sensazione abbastanza spiacevole. Se ci pensate, la mente funziona per associazioni. Le madeleine di Proust ne sono un esempio, il deja vu né rende ancor più l'idea. La mente associa dati sensoriali ad altre cose, come le emozioni. Ma cosa succede se associamo un pensiero intrusivo a un qualcosa di pazzesco come la puntura di uno spillo? Ve lo dico io: la mente per un discorso di autoconservazione bloccherà l'accesso del pensiero alla parte razionale, per evitare il male peggiore. Unico vincolo: ogni volta che si presenta un pensiero, bisogna immediatamente produrre il comportamento spiacevole (più spiacevole del pensiero, ovvio).
Il mio non è un invito all'autolesionismo, ma un esempio per farvi capire come funziona il meccanismo. In ipnosi è molto facile abbinare pensieri disfunzionali (come andare ad aprire il frigo dopo cena) con un altro pensiero altamente negativo. Funziona, ed è il primo passo per avere il controllo della propria mente.

Per ora è tutto. Direi che avete abbastanza sul quale lavorare per iniziare a governare i vostri pensieri.
Detto ciò, l'unico modo per scacciare un pensiero è l'azione.
Ora tocca a voi.

Dott. Delogu