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giovedì 12 giugno 2014

Ipnosi regressiva: ciò che Brian Weiss e gli altri non dicono.

Buongiorno cari lettori,
i libri divulgativi sull'ipnosi regressiva sono certamente affascinanti, coinvolgenti e ben scritti, opere letterarie che danno speranza creando connessioni con un passato misterioso a cui ci sentiamo intimamente legati.
Ma ci sono delle realtà scomode di cui questi libri non parlano.
Nella realtà clinica non tutti i soggetti riescono a sviluppare la stessa profondità di trance ipnotica, e a dirla tutta solo pochissimi raggiungono un livello di trance profonda tale da far rivivere alla persona quegli episodi incredibili e fantastici, tali e quali la realtà, che vengono descritti nei vari libri sull'ipnosi regressiva. Le ricerche scientifiche parlano di un 15% della popolazione.
Il livello di trance dipende fortemente da due sole variabili: la capacità immaginativa (imagery involvement), cioè la capacità di immaginare e di immergersi totalmente nella propria immagine mentale, e il rapporto tra ipnotista e soggetto ipnotizzato.
Diamo per un attimo scontato quest'ultimo, e pensiamo a quante persone sono maniache del controllo, quante hanno estrema difficoltà a immaginare e a lasciarsi andare. Queste persone, in linea di massima potrebbero non essere dei buoni candidati per l'ipnosi regressiva.
Qui apro una parentesi importante: il termine "ipnosi regressiva" è tecnicamente scorretto, perché di fatto esiste l'ipnosi, e uno dei tanti modi di usare la psicoterapia ipnotica è di utilizzare il fenomeno ipnotico della regressione d'età. Quindi la la regressione temporale (passato) , o proiezione temporale (futuro) altro non sono che dei fenomeni ipnotici al pari della catalessia, scrittura automatica, amnesia, comando post ipnotico, allucinazioni visive etc. Risorse queste tipiche di vari livelli di trance ipnotica, che l'ipnotista sa utilizzare ai fini terapeutici.
A rigor di logica, se esistesse un'ipnosi regressiva (ipnosi che utilizza unicamente il fenomeno ipnotico delle regressione temporale), dovrebbe esistere anche un'ipnosi catalettica, un'ipnosi allucinatoria etc. ma così non è, pertanto il termine non è altro che un'escamotage letterario, uno slogan per identificare un fenomeno ipnotico, attribuendolo erroneamente a una forma terapeutica, come se fosse qualcosa di speciale, e che di fatto sconfina nel misticismo (come all'epoca di Mesmer nel 1800). Ipnosi regressiva o ipnosi regredita?
Dal mio personale punto di vista usare l'ipnosi solo nella forma regressiva è una forte limitazione, per ragioni tecniche e deontologiche.
La ragione tecnica riguarda l'esigua percentuale di persone in grado di sviluppare una regressione d'età con rivivificazione, ossia il rivivere il passato con allucinazione visive, uditive, cinestesiche, al punto che quella per noi è la realtà, dalla quale non ci si può risvegliare. Più o meno 8-9 persone su 10 non riescono a raggiungere quel livello di trance ipnotica.
La ragione deontologica riguarda il messaggio che si vuole far passare, di tipo spirituale -che mal si concilia con chi ha un credo diverso- e il fatto che vien da pensare che se non si ha un talento ipnotico straordinario, allora l'ipnosi non funziona.
Questo è un errore concettuale enorme, che purtroppo passa nei libri sull'ipnosi regressiva: se non rivivi sei fuori, ti tieni il problema.
Nella realtà clinica, un alto livello di ipotizzabilità non si correla in alcun modo con una maggiore percentuale di successo terapeutico.
Avete capito bene: non è che se una persona ha un impatto più profondo con le suggestioni ipnotiche, allora risolverà il problema meglio e più in fredda rispetto a un soggetto ipnotico medio. Ciò che realmente fa la differenza è il lavoro terapeutico, le scelte tecniche che si fanno durante la trance, la capacità di adattare il lavoro alla persona che abbiamo davanti.
Capita spesso inoltre che soggetti altamente ipnotizzabili, riescano a entrare molto bene nei primi ricordi dell'infanzia, ma tornando ancora indietro non rievochino alcuna immagine o ricordo. Semplicemente il nulla. E ciò capita più frequentemente di quanto possiate immaginare.
Questo per dire che il fenomeno della regressione d'età ha dei limiti sostanziali, per non parlare dell'attendibilità degli eventuali ricordi emersi.
Questa breve disamina per dirvi quindi alcune cose:
1) nei filmati su internet vengono mostrati solo i successi terapeutici, non gli insuccessi. Attenzione.
2) siamo tutti diversi, non bisogna credere a tutto ciò che si vede o si legge in materia.
3) la psicoterapia ipnotica è una forma di psicoterapia ad ampio raggio che aiuta le persone a superare difficoltà di vario genere utilizzando protocolli, metodi, stili e dinamiche profondamente diverse a seconda della persona.
4) applicare la stessa tecnica ipnotica su tutti si è rivelata statisticamente un fallimento dal punto di vista dell'efficacia terapeutica.
Consiglio personale, se volete risolvere un problema, valutate assieme allo psicoterapeuta quali sono le strade percorribili: più chance, più possibilità di risolvere il problema.
Come sempre, se siete di Cagliari, della Sardegna, o ovunque voi siate, sono a vostra disposizione.

Dott. Delogu