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venerdì 16 giugno 2017

Ipnosi regressiva: una seconda testimonianza.

Vi trascrivo la lettera che mi ha consegnato una ragazza che è venuta da me perché incuriosita dall'ipnosi regressiva. Le ho chiesto di scrivere la sua incredibile esperienza a parole sue, le più autentiche.

Mi sono rivolta al dott. Delogu perché avevo letto un libro di Brian Weiss, e cercavo qualcuno che potesse accompagnarmi in questa esperienza, perché cercavo delle risposte.  Non avrei mai immaginato che il contenuto della seduta mi avrebbe toccato così profondamente.
 Nonostante il dottore sia stato professionale nell'avvertirmi che non tutti i soggetti sono ipotizzabili allo stesso modo, sugli aspetti scientifici dell'ipnosi, e quelli controversi non riconosciuti dalla scienza, ho cercato di affidarmi senza eccessive aspettative. D'altronde, potevo essere io stessa non ipotizzabile senza saperlo, che senso aveva illudersi?
Mi sdraio sul lettino, e il dott inizia a parlarmi con voce calma e pacata. Da lì in poi è come se avessi vissuto un sogno, alcuni tratti non li ricordo, ma altri come se li avessi vissuti in prima persona. 
Mi vedo, sento che quel corpo è il mio ma non mi riconosco, è il corpo di un ragazzo, un guerriero. Mi trovo in un campo assieme a molti altri ragazzi come me, vestiti con un gonnellino, una cintura particolare, scalzi. Sono tutti armati, e anch'io ho un'arma, ma non è una spada, è una specie di falce con una impugnatura. La tengo nella mano destra, poggiata alla spalla come fosse una zappa. 
Ci stiamo dirigendo in fila ordinata verso una città importante, ma siamo tutti tesi perché dobbiamo conquistare quella città, non ci accoglieranno bene. Ho paura, ma non posso scappare. Sono giovane, ho 20 anni. C'è un mio amico affianco a me, lo conosco da sempre, ci diamo coraggio a vicenda. 

Mi trovo ora in mezzo a una battaglia, ovunque persone che combattono, rumori di spade, grida, combatto, ferisco e ci facciamo strada. Siamo dentro una città ora, vedo dei simboli, sono dei geroglifici, ma non mi soffermo a guardare perché stiamo tutti correndo, siamo moltissimi. Vedo le case e le persone che scappano come ci vedono. Esultiamo, stiamo tutti gridando, non troviamo quasi nessuna resistenza per ora. Una donna  si butta per terra al mio passaggio, mi parla in una lingua che non capisco. Ha un manto ricamato in mano.

E' passato ora del tempo, anni, siamo nella stessa città, e sono affacciato a una finestra. Quella città, di cui non so pronunciare il nome, è diventata la mia casa. C'è una donna che sta preparando la cena, è mia moglie. Sono diventato un fabbro, ho 33 anni, non siamo riusciti ad avere figli. E' un peso più grande delle battaglie che ho affrontato. 

Mi risveglio, l'esperienza è finita, ho le lacrime agli occhi. Ho sentito quel dolore nel non poter avere figli, lo stesso dolore che ho provato io quando mi hanno detto che sono sterile. Non me ne sono mai fatta una ragione, come potevo? Mi ero rivolta al dott. Delogu per trovare una risposta, e quello che ho visto, che ho vissuto, mi conforta. Una parte di me ora sa che doveva andare così, è come se avessi capito. Avevo sempre il dubbio che mi fossi inventata tutto, che fosse un trucco della mia mente, finché non è accaduta questa cosa che mi ha lasciata senza parole. 
Conclusa la seduta, ho espresso al dott. Delogu i miei dubbi sull'attendibilità della mia esperienza, ed egli ha poi aggiunto che avrebbe fatto qualche indagine sui fatti emersi in ipnosi, e che sarebbe stato difficile perché non ero stata in grado di dire né date, né nomi di città, ma solo alcuni dettagli. 

Sono tornata nel suo studio la settimana dopo, non credevo ai miei occhi quando mi mostrò l'immagine della stessa falce che avevo visto e usato durante l'ipnosi. Mi spiegò che si trattava di un khopesh, un'arma degli antichi egizi, usata da un popolo invasore, chiamato hyksos. 
Non mi sono mai interessata alle armi in generale, tantomeno alle armi dell'antico egitto. I miei interessi sono di tutt'altro genere, ed escludo di aver visto una cosa del genere in un film, non è il tipo di film che guarderei. 
Ciò non toglie che l'aver visto nel presente coi miei occhi quella specie di spada curva è stato sconvolgente. Tutto aveva un senso, una continuità, un perché. 
Grazie, dott. Delogu, mi sono rivolta a lei con dei grandi interrogativi, ora ho tutte le risposte di cui avevo bisogno, che credo nessuno avrebbe potuto darmi in altra maniera. 

Commento
Questa ragazza voleva fare una seduta di ipnosi regressiva. Non mi dice il vero motivo, cioè trovare un significato alla sua infertilità. Non credo me l'abbia nascosto di proposito, è un processo inconscio, come le dimenticanze, gli atti mancati di Freud. E' regredita in un altro corpo con un altro vissuto, ma come ha trovato il filo rosso conduttore, l'infertilità che li accomunava, è uscita da sola dalla trance. Non è stata la violenza, il sangue, la guerra, la paura, a farla risvegliare: è andata avanti finché non ha trovato ciò che stava cercando.
Ho dovuto faticare non poco per riuscire ad avere un contatto diretto con un dottorando di egittologia, il quale si è reso disponibile per inviarmi un articolo e alcuni link, che ho girato alla mia paziente.
Non sono un investigatore privato, né dell'occulto. Sono uno psicoterapeuta. Avessi negato l'aiuto a questa ragazza, sarebbe rimasta nello stato penoso di non accettazione. A distanza di alcuni mesi è cambiata la sua consapevolezza, sono portato a pensare in via definitiva.
Grazie, cara ragazza, aiutarti per me è stato un piacere.